Il suo messaggio è stato chiaro:
''Andiamo a votare''
Unica nota di dispiacere la mancata presenza dell'on. Sbrollini che porta le sue scuse tramite il suo stretto collaboratore Zorzan Andrea, assieme alla promessa di ritornare a Fara dopo le regionali.
E' Andrea ad aprire la discussione rendendo noto il motivo dell'assenza di Sbrollini; un impegno parlamentare a Roma nella discussione e votazione alla Camera del famigerato decreto salva-liste proposto dal governo, occasione inmancabile per tutta l'opposizione ed il PD in contrasto alla sfacciatezza della maggioranza.
Viene poi illustrato il lavoro dell'on. Daniela Sbrollini alla Camera e come membro della Commissione Affari Sociali e l'egregio lavoro del grupo parlamentare del PD nella costanza e nella presenza ai lavoro in aula (oltre il 90%). Ma il senso del dovere e l'impegno di tutti i parlamentari democratici trova ahimè l'ostruzionismo e l'indifferenza del governo Berlusconi di fronte alle loro proposte e il sistematico uso del voto di fiducia azzera settimane di discussioni ed emendamenti portati dal PD e dall'opposizione (non solo, anche dalla stessa maggioranza) rendendo vano ogni sforzo che in molti cercano di spacciare come mancanza di opposizione.
Andrea racconta poi come il lavoro del governo non si basi sulla corretta gestione delle risorse in attinenza agli scopi e alle prerogative dei ministeri e delle commissioni: è una politica fatta di tagli senza prospettive, al punto che alcuni ministri si sono definiti tecnici il cui compito è ridurre le spese (alla faccia dell'impegno nel sociale, sostegno alle attività economiche, tutela del lavoro: gli interessi dei cittadini italiani).
Non può mancare poi un'amminizione al lavoro della Lega in Parlamento, ''nel suo voto supino a Roma in blocco con il governo, salvo poi vendere fumo e sbraitare nelle sagre padane al Nord''; si veda l'esempio del nucleare votato favorevolmente da tutta la Lega ma poi sentire Zaia rassicurare che non si farà in Veneto..a cosa si deve credere??
Prende poi la parola Cristina Ruffato toccando i punti a lei cari e vicini e che sostiene in questa campagna elettorale a sostegno del candidato presidente Giuseppe Bortolussi che ''non è un politicante, nel senso nobile della parola, è l'uomo concreto che sa cos'è il lavoro in Veneto''.
Per Cristina è arrivato il momento di svolta per l'Italia, il Veneto..la Lega ha la possibilità di mettersi al governo della Regione, purtroppo dice, ma sarà allora anche la resa dei conti nel vedere le sue capacità e obiettivi che decanta in piazza, ma alcuni fanno davvero paura.
Serve progettualità nel sistema sanitario, nella distribuzione degli ospedali; non si devono lasciare ampie zone scoperte dal servizio in nome di poli d'eccellenza, ciò è a discapito della salute del cittadino.
La famiglia, il sostegno alle donne in maternità, le proposte anti-crisi, l'approvazione di un piano energetico regionale con un no secco e ferreo al nucleare (che trova invece il silenzio in questa fase da parrte dei partiti di maggioranza).
Esorta infine Ruffato a parlare con la gente, far capire che con i ''siete tutti uguali'', ''raggiunta la poltrona non fa niente nessuno'' non si cambia la situazione, ma soprattutto non siamo tutti uguali, non abbiamo paura ad essere controllati dall'anti-mafia, intercettati dai ROS, vogliamo un Veneto diverso, migliore.
E' Andrea ad aprire la discussione rendendo noto il motivo dell'assenza di Sbrollini; un impegno parlamentare a Roma nella discussione e votazione alla Camera del famigerato decreto salva-liste proposto dal governo, occasione inmancabile per tutta l'opposizione ed il PD in contrasto alla sfacciatezza della maggioranza.
Viene poi illustrato il lavoro dell'on. Daniela Sbrollini alla Camera e come membro della Commissione Affari Sociali e l'egregio lavoro del grupo parlamentare del PD nella costanza e nella presenza ai lavoro in aula (oltre il 90%). Ma il senso del dovere e l'impegno di tutti i parlamentari democratici trova ahimè l'ostruzionismo e l'indifferenza del governo Berlusconi di fronte alle loro proposte e il sistematico uso del voto di fiducia azzera settimane di discussioni ed emendamenti portati dal PD e dall'opposizione (non solo, anche dalla stessa maggioranza) rendendo vano ogni sforzo che in molti cercano di spacciare come mancanza di opposizione.
Andrea racconta poi come il lavoro del governo non si basi sulla corretta gestione delle risorse in attinenza agli scopi e alle prerogative dei ministeri e delle commissioni: è una politica fatta di tagli senza prospettive, al punto che alcuni ministri si sono definiti tecnici il cui compito è ridurre le spese (alla faccia dell'impegno nel sociale, sostegno alle attività economiche, tutela del lavoro: gli interessi dei cittadini italiani).
Non può mancare poi un'amminizione al lavoro della Lega in Parlamento, ''nel suo voto supino a Roma in blocco con il governo, salvo poi vendere fumo e sbraitare nelle sagre padane al Nord''; si veda l'esempio del nucleare votato favorevolmente da tutta la Lega ma poi sentire Zaia rassicurare che non si farà in Veneto..a cosa si deve credere??
Prende poi la parola Cristina Ruffato toccando i punti a lei cari e vicini e che sostiene in questa campagna elettorale a sostegno del candidato presidente Giuseppe Bortolussi che ''non è un politicante, nel senso nobile della parola, è l'uomo concreto che sa cos'è il lavoro in Veneto''.
Per Cristina è arrivato il momento di svolta per l'Italia, il Veneto..la Lega ha la possibilità di mettersi al governo della Regione, purtroppo dice, ma sarà allora anche la resa dei conti nel vedere le sue capacità e obiettivi che decanta in piazza, ma alcuni fanno davvero paura.
Serve progettualità nel sistema sanitario, nella distribuzione degli ospedali; non si devono lasciare ampie zone scoperte dal servizio in nome di poli d'eccellenza, ciò è a discapito della salute del cittadino.
La famiglia, il sostegno alle donne in maternità, le proposte anti-crisi, l'approvazione di un piano energetico regionale con un no secco e ferreo al nucleare (che trova invece il silenzio in questa fase da parrte dei partiti di maggioranza).
Esorta infine Ruffato a parlare con la gente, far capire che con i ''siete tutti uguali'', ''raggiunta la poltrona non fa niente nessuno'' non si cambia la situazione, ma soprattutto non siamo tutti uguali, non abbiamo paura ad essere controllati dall'anti-mafia, intercettati dai ROS, vogliamo un Veneto diverso, migliore.
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