giovedì 24 giugno 2010

Per la Lega prima i comandi del partito...poi il territorio

Non penso di sconvolgere nessuno con una verità nascosta, è già ben nota anche se ancora non compresa dalla gente, forse per la mancanza di un'alternativa coerente (è un'oppurtunità per noi).

Alla marcia di protesta contro la manovra dei tagli su regioni e comuni sono scesi un centinaio di sindaci del Veneto partendo da Padova guidati dal sindaco della città Zanonato.
Un numero esiguo rispetto alla ''discesa su Roma dei sindaci veneti del 2008'' che fa sentire la mancanza dei sindaci leghisti, oltre che del Pdl ovviamente che non si azzardano a dissentire.

Rassegnazione tra i presenti, persino chi dovrebbe fare l'interesse del nostro territorio dimostra come ci si possa facilmente piegare ai voleri del partito, di Bossi e Tremonti che firmano in calce la manovra chiudendola alle richieste di sindaci e regioni per premiare le amministrazioni facoltose e sbloccare per esse il patto di stailità, come pronunciato da Chiamparino, sindaco di Torino.

Di modifiche mettiamoci il cuore in pace non ne ce ne saranno.
I tagli arriveranno su trasporti, sociale, lavoro, welfare, sanità e la differenza andrà a scure sui nostri portaogli per l'aumento dei servizi.

Ebbene anche la Lega ci sta ai voleri capitolini, ormai sempre più albero radicante sulle ''careghe'' da Venezia e Roma. Le promesse ai cittadini non sono mantenute..ma lo scontento serpeggia anche tra i leghisti e i piccoli signori della Padania forse non avranno in futuro vita rilassata come dimostrano le contrapposizioni d'opinioni tra Gobbo e Tosi sull'atteggiamento passivo della Lega.

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