
Leggenda vuole che uno scrittore americano si sia fermato ad Acciaroli (Salerno) per scrivere Il vecchio e il mare. Da oggi, Acciaroli non sarà più la città di Hemingway, ma la città di Angelo Vassallo, il sindaco che non ha avuto paura di amare fino in fondo la sua terra. Un uomo che era già stato sindaco del comune di Pollica, ma nella scorsa tornata elettorale si era candidato da solo con una lista civica, pur sempre nell’ambito della coalizione di centro-sinistra, sempre pronto ad essere esempio di legalità, sempre in prima linea.
Angelo quella prima linea l’ha pagata. Con ben 9 colpi di calibro, a pochi metri da casa… “Lo hanno lasciato solo e abbandonato”. Sarebbe così facile dire che questo vile agguato, mai alla luce del sole del nostro amato Sud, è in perfetto stile camorra. Una volta tanto, sarebbe così facile da dire: camorra. E ripeterlo dentro di sé più e più volte: camorra, camorra, camorra. Senza paura. Per capire che siamo tutti colpevoli se non facciamo qualcosa. Oggi i titoli dei giornali sono tutti puntati su Palazzo Grazioli. Domani, in parte, lo saranno ancora. E dopodomani? Dopodomani dovrebbero essere dedicati alle centinaia di sindaci meridionali che, quotidianamente, si confrontano con situazioni scomode, sporche, con pressioni pericolose. È chiedere troppo? Potrebbero essere dedicati a coloro che combattono gli abusi edilizi, a coloro che mettono le multe contro i mozziconi di sigaretta gettati per terra, a coloro che tutelano il paesaggio valorizzando le tradizioni locali. Cose semplici che fanno la differenza della qualità della vita; altro che patti di legislatura.
La criminalità organizzata si distrugge creando senso civico. Questo esercito di amministratori locali che non guadagnerà mai il posto in parlamento, continuerà a lavorare per i propri comuni, anche senza titoli, anche senza foto con i leader di partito. Si sentiranno soli come oggi, dopo la morte brutale di un loro collega, ma non avranno paura. E regaleranno alle loro comunità piccole grandi emozioni, da vivere senza troppe fanfare, nella calma di una sagra di paese.
Grazie Angelo per esser stato un NOSTRO compagno di lotta.
di Barbara Michelin - tratto dal sito dei GDV
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